IL PIEDE PIATTO DI MARCO

Si presenta presso il nostro studio Marco, un ragazzo di 11 anni, con un problema di piede piatto. I genitori ci mostrano le radiografie ed il referto dell’ortopedico in base ai quali lo specialista ritiene necessario un intervento chirurgico urgente.

Dal referto medico si nota che l’attenzione è stata posta soprattutto sulla deambulazione impacciata di Marco che sembra essere legata al piattismo bilaterale dei piedi dal momento che una visita specialistica ha escluso qualsiasi possibile causa neurologica.

La nostra valutazione posturale permette di osservare che il retropiede è valgo, le ginocchia sono intraruotate ed è presente un evidente valgismo. Si nota inoltre un lieve atteggiamento scoliotico e da qualche mese Marco riferisce di lievi dolori al collo e di un “peso” sulle spalle.

Dal racconto dei genitori emerge che Marco cinque anni prima aveva riportato un trauma cadendo dalla bicicletta poichè il piede destro era finito tra i raggi della ruota anteriore. In seguito a questo episodio Marco aveva cominciato camminare male e anche il valgismo delle ginocchia era andato peggiorando.

Visionati tutti i referti ed illustrato il nostro metodo di approccio, stabiliamo con i genitori di iniziare un lavoro posturale per vedere se è possibile ottenere dei miglioramenti.

Iniziamo il lavoro con una serie di esercizi propriocettivi e di sensibilizzazione della volta plantare, utilizzando una pallina che viene fatta rotolare sotto la pianta del piede. Quindi passiamo ad un esercizio per il recupero del ginocchio valgo su Pancafit® per riposizionare l’arto inferiore in asse corretta.

Dato che Marco è un ragazzo che tascorre molte ore seduto a studiare, lavoriamo anche sul tratto cervicale con un massaggio al muscolo trapezio che si presenta retratto e dolente.

Nelle sedute successive ulteriori esercizi per migliorare la respirazione, l’equilibrio e la deambulazione hanno permesso a Marco di avere una camminata meno incerta e più coordinata.

Le terapie sono iniziate a metà maggio per cui dopo le prime sedute si prospettava un lavoro estivo che Marco avrebbe dovuto eseguire da solo mentre era in vacanza.

Appena Marco è ritornato abbiamo potuto valutare con piacere l’eccellenza del suo operato; dato il miglior assetto nella camminata, avevano deciso di sospendere l’utilizzo del plantare, ormai diventato insostenibile per i piedi di Marco. Abbiamo ripreso quindi il lavoro al massimo d’intensità, poichè si avvicinava la fatidica visita di controllo con l’ortopedico che avrebbe decretato l’avvio delle procedure di intervento operatorio. Abbiamo insegnato a Marco come utilizzare al meglio l’articolazione della caviglia, in tutte le posizioni, mettendo in tensione tutta la muscolatura dell’arto inferiore.

I due mesi successivi sono trascorsi tra qualche crampo alle gambe, tensioni alla volta plantare ed episodi di pianto di scarico tensivo ma ne valse la pena perché alla visita di controllo l’ortopedico ha riscontrato i risultati positivi raggiunti e ha deciso di annullare l’intervento chirurgico.

Con una nuova voglia di fare e con maggior tranquillità abbiamo spostato l’attenzione sulle lordosi della colonna cercando soprattutto di ridurre le forti tensioni a carico del collo. Altri tre mesi di lavoro e Marco ha ripreso a camminare ed a correre in modo corretto, oltre a mostrare una miglior postura generale.