ANNO 2 – GIUGNO 2004 – IPERCIFOSI E IPERLORDOSI

Un nuovo trattamento “in globalità” dall’esperienza posturologica

La Posturologia, oggi definita una branca trasversale della medicina, viene insegnata anche nelle più prestigiose università del mondo (tra cui “La Sapienza” di Roma) e sta coinvolgendo sempre più attivamente le varie specializzazioni mediche. Professionisti quali l’Ortopedico, il Pediatra, l’Odontoiatra, l’Otorinolaringoiatra, il Fisiatra, il Vestibologo, l’Oculista, l’Optometrista, etc., si trovano spesso con i loro pazienti ad affrontare problematiche che coinvolgono in ultima analisi anche la figura del Posturologo.
Perché allora non incentivare nel Massofisioterapista anche l’acquisizione di tali competenze, a favore di una più ampia possibilità di dialogo fra tutte le figure professionali sopra menzionate, che permetta ai diversi specialisti di interagire tra loro, per un’osservazione e valutazione del paziente a 360°?
Partiamo dalla colonna vertebrale (curve fisiologiche ed analisi posturale) per introdurre l’argomento di questo articolo. Nel corso dell’evoluzione millenaria della nostra specie, che da quadrupede ha preferito “ergersi” alla posizione di bipede, la natura ha gradualmente “perfezionato” la colonna fino al raggiungimento della forma più adatta e funzionale a questa “nuova postura”. Esistono ragioni tecniche dietro le curve della colonna, che ci permetteranno di capire come mai ogni sua alterazione o allontanamento dalla “forma ideale funzionale” è destinata a produrre problemi, dolori, movimenti più rigidi, maggior fragilità, limitazioni funzionali, etc.
Nelle prove fisiche e meccaniche condotte in laboratorio, si è rilevato che le curve fungono da ammortizzatore, in quanto permettono di resistere a carichi di gran lunga superiori di quelli che può reggere una colonna senza neppure una curva o con curve ridotte. Tale rapporto è stato semplificato in una formula matematica: la resistenza di una colonna è rappresentata dal numero delle curve che essa possiede, al quadrato più uno. Pertanto, se la colonna dispone di una sola curva, il risultato matematico della resistenza risulta “due”; se la colonna ha due curve, la resistenza è “cinque”; se invece le curve sono 3, come natura ha previsto, la resistenza diventa “dieci” (Fig. 1).
Le curve della colonna sono estremamente importanti, e la loro riduzione, rettificazione o alterazione implica svariati problemi: maggiore rigidità, minor resistenza al carico, ma anche incremento della predisposizione a protrusioni discali ed ernie del disco. Inoltre curve ridotte, sia in numero che in ampiezza, predispongono e suscitano dolori non solo localmente, ma di riflesso anche nei distretti in cui le radici nervose portano i messaggi del sistema nervoso. Una singola vertebra fuori dalla fisiologia (cioè in lordosi o ruotata) oltre che ipersensibile o dolorante al tatto, è anche “fonte” di disturbo non solo per tutta la zona interessata dall’innervazione in uscita da essa, ma anche per l’intero corpo (abbassamento della resistenza fisica, stanchezza cronica, diffusa apatia, dolori, etc.).
Molte patologie degli organi interni sono infatti causate da disturbi radicolari, generati a loro volta da tensioni che agiscono su specifiche vertebre (le classiche radicoliti, nevralgie varie, coliti, disturbi del ritmo cardiaco, dolori intercostali, impotenze sessuali o frigidità, alterazioni del ciclo mestruale, etc.). (Fig. 2).
Ma come si formano o si alterano le curve? Alla nascita, la colonna passa dalla totale ipercifosi della posizione fetale ad una fase senza curve, che va dai primi mesi di vita fino al gattonamento, quando per sollevare la testa si crea la prima lordosi: quella cervicale. Poi, passando alla posizione bipede, si forma la lordosi lombare e, come conseguenza finale, la cifosi, che altro non è se non ciò che avanza fra le due lordosi. Dunque, se per qualche meccanismo innato il corpo si trova a creare due grandi lordosi, va da sé che al centro avanzerà una grande ipercifosi.
La Figura 3a evidenzia come una cifosi non sia altro che il passaggio fra due lordosi; tanto più profonde sono le due lordosi, tanto più ampia risulterà la cifosi (Fig. 3 c); tanto più ridotte sono le due lordosi, tanto poco prominente risulterà la cifosi dorsale (Fig. 3 b).
Purtroppo per anni si è sempre agito sull’effetto e non sulla causa: gli esperti hanno infatti lottato contro le ipercifosi (la gobbetta), anziché intervenire sulla riduzione delle iperlordosi, azione che avrebbe già di per sé ridotto le ipercifosi.. Oggi in caso di ipercifosi non si utilizza più la classica ginnastica correttiva, che rinforzava il dorso, ma si agisce attraverso esercizi posturali, mirati a riallungare i muscoli anziché rafforzarli, in quanto rafforzandoli si ottiene di accorciarli ulteriormente (ipertono).
Ecco le cause di modificazione delle curve, e dunque di iperlordosi ed ipercifosi: eccesso di tensioni nervose, ansia, stress, preoccupazioni, lavoro fisico, la mancanza di esercizi fisici adeguati e di stretching, etc., Tutti questi stimoli si traducono in eccesso di tono muscolare, e quindi in muscoli più corti; articolazioni più compresse; infiammazioni facili; processi artrosici e posture scorrette.
Purtroppo l’uomo, a differenza del gatto (che si stira continuamente!), nella sua evoluzione ha dimenticato quegli esercizi di stretching, in grado di restituirgli un giusto tono muscolare.
Come si può agire, dunque, per correggere o migliorare la postura della colonna, e quel portamento poco elegante dato dall’ipercifosi, in cui la testa si protende in avanti? Perché con l’età tendiamo ad ingobbirci? Fino a quale età è possibile migliorare la postura?
Con il passare degli anni tutte le persone tendono a diventare più basse di statura… le tensioni vissute e sopportate, a loro volta causa delle retrazioni (accorciamenti) muscolari, ci costringono a “piegarci”sotto il peso degli anni e dei problemi. Questo processo: “la vita prima ci forma e poi ci deforma”, ci accompagna per tutto il corso della nostra vita. Tuttavia esso può anche andare in direzione contraria, cioè verso una modificazione ed eliminazione delle tensioni eccessive, le retrazioni, così da ri-deformare il corpo e riportarlo verso la forma che aveva in gioventù, recuperando dunque la funzionalità e una bella presenza. Muoversi, fare giusti esercizi e passeggiate è di vitale importanza, ma quando la struttura è rigida e compromessa nelle sue funzionalità, camminare a volte risulta difficoltoso, se non addirittura impossibile.
Ogni deformazione del corpo non è un caso ed ogni atteggiamento è in relazione con la biomeccanica. Conoscendo le interdipendenze fra i vari distretti corporei si può quindi iniziare a trattare anche queste problematiche; le catene muscolari, come abbiamo già visto negli articoli precedenti, sono in grado di trasmettere problemi o traumi in qualsiasi punto del corpo.
Con una visione globalistica saremo in grado di agire in modo mirato e nel rispetto della postura, anche in relazione a problematiche quali le ipercifosi e le iperlordosi.
A tal proposito Vi proponiamo una metodica di estrema semplicità e di grande funzionalità, di cui analizzeremo insieme qualche esercizio (fattibile anche in gruppo, vedi Foto n° 4 e 5), per capirne la logica.
In campo posturologico c’è una novità importante, una terapia mirata che agisce in globalità (cioè sulle catene muscolari) e dunque su tutto il corpo, così che i benefici si estenderanno all’intera struttura.
Senza sforzi impegnativi e con soli 10 minuti al giorno si ottengono notevoli vantaggi, quali: miglioramento dell’elasticità e mobilità della colonna e di tutte le articolazioni; meno dolori e dunque maggiore libertà ed autonomia nel vivere quotidiano. Scoprirete che non ci sono limiti di età per poter modificare l’assetto della colonna!
Il nostro corpo, che se viene abbandonato a se stesso ed agli anni che passano peggiora sotto tutti i profili, è tuttavia disposto fino all’ultimo ad ubbidire alle leggi della fisica, anche in senso migliorativo. Dunque, con esercizi posturali opportuni, potrà migliorare.
Ecco qualche esercizio da eseguire anche a casa (nel caso non sia possibile rivolgersi ad uno studio specializzato), utilizzando uno strumento posturale che agisce su varie patologie a seconda del problema.
La foto n° 4 mostra un semplice esercizio che ha lo scopo di distendere la colonna per restituire le corrette curve; il collo e la zona lombare si detendono anche attraverso una respirazione specifica e mirata a tale scopo.
Nella foto n° 5 lo stesso esercizio viene reso ancora più efficace per le spalle ed il collo dall’utilizzo delle braccia. La sensazione che si prova, dopo queste sequenze, è di sentirsi “più alti e leggeri”.
Seguendo regolarmente un programma di lavoro ben pianificato, prima di quanto crediate noterete i cambiamenti.

Prof. Daniele Raggi, Posturologo, Mézièrista, Chinesiterapista.
Docente Master in Posturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia (Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologie), Università “La Sapienza” di Roma.
Prof. ssa Majocchi Gloria Chinesiologo, Posturologo, MFT.