Perché scegliere il Riequilibrio Posturale ad approccio globale per la propria salute e professione?

Le definizioni di Postura esistenti sono molte, ma quella che segue, presa dalle parole del Prof. D.Raggi, ci stimola e ci incuriosisce a “spingerci oltre” i classici concetti:

“Postura: tutto ciò che rimane dopo che il corpo ha esperito ogni tentativo di difesa dai dolori e disagi” (D. Raggi)

Il corpo, dinnanzi ad ogni avvenimento della vita che interpreta come “doloroso” mette in atto strategie di difesa chiamate compensi, “adattamenti funzionali”.

Ogni difesa, quindi ogni compenso adattativo funzionale, racchiude in se la causa che ha portato il corpo a proteggersi, alterando la postura.

Le Posture Decompensate Raggi Method® hanno radici nel Metodo Mézières.

Riviste, ampliate, arricchite e approfondite da oltre quarant’anni di esperienza “sul campo” dal Prof. Daniele Raggi, sono Posture che hanno lo scopo di mettere il corpo in condizione di “nudità difensiva”, ovvero fare emergere automaticamente ciò che si nasconde nei meandri dei tessuti che hanno indotto la postura di difesa.

Tale “magia” può avvenire solo a patto che, ad ogni decompenso, non si permetta al paziente di creare altri sottocompensi.

Tale forza terapeutica farà la differenza nel risolvere definitivamente un caso oppure no.

Una sorta di percorso a ritroso nel tempo in cui il paziente é il protagonista attivo del proprio recupero.

Le leggi della postura sono lo strumento che il corpo utilizza da sempre per garantirsi la sopravvivenza.

Dunque, non solo crea compensi intelligenti gestendo economia, funzione e non dolore, ma anche quando deve percorrere la strada a ritroso verso il recupero della salute, sfrutterà abilmente e furbescamente le stesse logiche per non rivivere neppure per un istante lo stesso disagio antico.

Le Posture Decompensate® su Pancafit® hanno proprio il potere di smascherare la logica antalgica!

Rappresentano dunque una chiave speciale per “andare oltre”, agendo su retrazioni, schemi motori falsati e dis-economici di difesa, facendo emergere ciò che li tiene attivi.

pancafit posture decompensate

Perché la Postura è così sensibile al dolore?

Il dolore è interpretato dal STP come la peggior minaccia alla sopravvivenza; si creano così intelligenti ipertonie di difesa (che utilizzano le leggi della postura), sottraendo al corpo e all’anima che lo abita, energia vitale.

Le Posture Decompensate® hanno in sé la capacità di mettere in comunicazione all’unisono, l’intero sistema delle catene neuro-mio-fasciali.

Dunque ogni azione analitica avrà il potere di interagire in ogni componente muscolo fasciale dell’intero sistema.

Il complesso sistema Raggi Method® e Pancafit®, hanno la prerogativa di poter modulare l’impatto terapeutico affinché il corpo non si opponga alla risoluzione dei problemi.

“Ogni azione localizzata, tanto in allungamento che in accorciamento provoca, istantaneamente, l’accorciamento dell’insieme della muscolatura.” (F.Mezieres – 3° Legge)

In tutto ciò il diaframma si incastona in un complesso mosaico quale regista dello stato tensivo di tutte le catene.

La respirazione “lasciata e decompensata” é dunque uno strumento fondamentale.

Ormai noto alla scienza che la fascia ha il potere di incamerare e “ricordare” gli eventi; infatti, unitamente al diaframma, quale contenitore degli stati emozionali che hanno accompagnato gli eventi perturbatori, i ricordi e le emozioni emergono in maniera decisamente impostante e coadiuvante i risultati, che sono davvero straordinari.

“Postura: un delicato equilibrio tra ciò che siamo dentro e ciò che siamo fuori” (D.Raggi)

Il premio Nobel A. Einstein afferma che:

“in un sistema complesso, se una parte viene isolata, osservata, stimolata e trattata come singola unità, avrà riflesso solo su se stessa, ma se la stessa, viene osservata e trattata in relazione e connessione al sistema cui appartiene ecco che tale azione, come un sasso lanciato in uno stagno, risuonera’, coinvolgerà e porterà vantaggio all’interno sistema” (A. Einstein)

Tale affermazione è decisamente affine al principio di Globalità delle Posture Decompensate®, concetto fondamentale di Raggi Method®.

pancafit vertical lezione

Cosa insegna Raggi Method® Academy?

Raggi Method® Academy insegna ai propri studenti a osservare e ascoltare ogni utile “segnale-indizio” della Postura, ogni movimento e atteggiamento del corpo del paziente: come vi stringe la mano, come si muove, come sta fermo, come cammina, come respira, come guarda, come si siede, come si flette, come si atteggia, come comunica, l’odore della pelle, dell’alito, etc.

Insegna a ricercare, testare, far emergere e trattare le zone causa utilizzando in modo rigoroso e sapiente le Posture Decompensate® nell’assoluto rispetto dei principi di Raggi Method® dei limiti e delle disponibilità muscolo-articolari dell’individuo.

Pancafit® e Pancafit Vertical® sono strumenti facilitatori per permettere al Terapista formato Raggi Method® Academy di applicarle nel modo più efficace.

Durante il percorso formativo, la parte pratica trascina con sé la teoria; fondamentale è che ogni studente viva e sperimenti su di sé ogni tipo di manovra e tecnica.

“Solo la disponibilità a mettersi in gioco, a sperimentare su di sé, può permettere di superare convinzioni, limiti e confini mentali terapeutici, dentro i quali ognuno, comodamente, naviga.” (R.Bono)

Di seguito, un caso interessante, seguito dal Dott. Roberto Bono, in cui sono racchiusi i concetti sopra descritti…

Ritrovarsi a 20 anni senza speranza: un caso studio

Tutto per una “semplice” distorsione alla caviglia ritenuta banale.

Sara, 20 anni, si presenta in studio accompagnata dalla mamma.

Entrambe sfiduciate, perché dopo una “semplice” distorsione alla caviglia sx (accaduta 2 anni fa), il forte dolore è ancora presente.

Non posso camminare o stare in piedi ferma più di 20 minuti perché poi i dolori alla caviglia, polpaccio e anca mi bloccano… devo fermarmi sedermi… ho smesso anche di uscire con gli amici.

In questi 2 anni ho fatto di tutto: fisioterapia, terapia manuale, ogni tipo di terapia strumentale, osteopatia, vari tipi di ginnastica posturale.

Mi sento confusa perché i pareri sono discordanti; alcuni mi consigliato di stare a riposo, altri di camminarci sopra, altri di rinforzare i muscoli, altri di fare stretching generale, altri di rinforzare solo la gamba dx per sopperire al dolore della sx, altri di fare ginnastica propriocettiva sulla tavoletta”

A questo punto interviene la mamma che dice: “Posso garantire che Sara ha fatto diligentemente tutto, seguendo tutto alla lettera, ma il dolore purtroppo è ancora presente! E non sappiamo più a chi rivolgerci e cosa fare!”

Sara riferisce che molti specialisti, valutate rx, rmn, ecografie, elettromiografie si sono espressi dicendo:

“Strano, non risulta niente di grave, è solo una semplice distorsione alla caviglia!”

“Uno specialista mi ha detto di rassegnarmi perché non passerà e rischio tra qualche anno la sedia a rotelle!”

Osservando la Postura di Sara sia in statica (posizione abituale) che in dinamica, emerge uno strano, curioso e apparentemente contradditorio elemento: il peso del corpo è spostato sulla gamba sx, proprio quella del dolore.

La caviglia trema, è instabile, anche Sara nota per la prima volta questo strano comportamento che il corpo sta mettendo in atto.

In questo caso, la prima legge della postura (non dolore) non viene affatto rispettata, nessuno caricherebbe maggiormente l’arto instabile e doloroso!

Sara ascoltandosi per la prima volta dice: “nessuno ha mai osservato come sto in piedi e come cammino; hanno guardato solo gli esami, ma vero, strano, non lo avevo mai notato”.

È indiscutibile che se il STP (Sistema Tonico Posturale) di Sara va verso il dolore e l’instabilità, avrà il suo interesse e perché!

Continuiamo con i test e scopriamo che se Sara sposta il peso a dx, emerge un vecchio e forte dolore alla zona lombare sx; Sara sgrana gli occhi e dice: “Ma questo dolore lo sentivo quando portavo l’insopportabile busto per la Scoliosi; pensavo fosse risolto”!

Dunque, il corpo assoggettato a due dolori (il vecchio mal di schiena ben compensato, nascosto e quello della caviglia attivo), piuttosto che sentire il vecchio mal di schiena appartenente al periodo del busto, ha preferito mantenere vivo quello della caviglia (“il male minore…”).

Perché il sistema dei compensi antalgici di Sara, abile a nascondere il vecchio mal di schiena, non è riuscito a nascondere, compensare anche questo dolore della caviglia?

Il STP dinnanzi ad ogni insulto, sia esso di origine emotiva, fisica, biochimica, cicatriziale, viscerale, occlusale, respiratoria, etc, spende energia organizzando schemi antalgici, alterando la postura, attivando sinergismi e attuando retrazioni di anelli delle catene miofasciali.

Esso stesso è il solo a possedere la logica con cui si è difeso.

Le Posture Decompensate® su Pancafit® hanno il potere di smascherare tale logica!

Rappresentano la vera chiave posturale per andare oltre, agire su tali retrazioni, schemi di difesa facendo emergere ciò che li tiene attivi, in costante allarme.

Applichiamo così la Postura decompensata® su Pancafit®, testata per Sara.

Mettiamo quindi “in gioco” tensivo le catene miofasciali. Dopo qualche minuto di tensione alla schiena, tale tensione migra al diaframma. Sara fatica a respirare, si muove, compensa, tenta di sfuggire alla tensione coinvolgendo i muscoli accessori.

Correggiamo il compenso e Sara ricorda gli attacchi di panico avuti alle scuole elementari quando un bambino aggressivo picchiava i suoi compagni e lei viveva nel terrore: “pensavo tutti i giorni che prima o poi sarebbe toccato a me, vivevo ogni giorno nell’ ansia con il fiato sospeso”.

Invitando e guidando Sara a laciare andare il respiro, passata la difficoltà respiratoria la tensione si sposta al collo. Sara racconta di un vecchio colpo di frusta in un incidente in auto con la mamma. “Il corpo sta buttando fuori tutto” dice Sara un po’ confusa.

Il particolare respiro tecnico, il corretto allineamento, angolo di lavoro (adattato ai limiti e alle disponibilità muscolo-articolari di Sara), il tempo di permanenza in postura assoggettato alla gravità, costringono il tessuto connettivo a deformarsi restituendo libertà alle fibre muscolari, dunque alle catene, le tensioni infatti diminuiscono fino a scomparire.

Una volta in piedi, Sara avverte una grande libertà respiratoria e una straordinaria leggerezza alla colonna vertebrale, al collo e alle spalle.

“Mi sento leggera, una leggerezza mai provata prima e non posso credere al fatto che a differenza di prima, adesso sto col peso ben disribuito sia sulla gamba destra che sinistra, e non ho più mal di schiena, incredibile!”

Analizzando quanto accaduto possiamo dire che la Postura di Sara aveva esaurito la capacità di difendersi dal dolore, aveva esaurito i compensi.

Nel corso del tempo Sara aveva dovuto spendere energia per irrigidire il Diaframma per difendersi dall’ansia della scuola, irrigidire i muscoli della schiena per far fronte al fastidio del busto, irrigidire il collo per il colpo di frusta, e ora le gambe per la distorsione.

“Ogni difesa costa energia e crea rigidità, limita e minaccia la capacità di sfuggire al dolore” (R.Bono)

Ecco il probabile motivo, analizzato in chiave posturale, secondo le tre principali leggi della Postura (non dolore, economia, soddisfazione dei bisogni) del perché finora nessun tipo di approccio ha funzionato.

Le POSTURE DECONPENSATE ® hanno fatto emergere le vecchie cause nascoste!

Ora sappiamo dove e come agire (paradossalmente, la caviglia è l’ultimo elemento da prendere in considerazione…) per restituire a Sara il benessere perduto.

Ancora una volta la conferma che la Postura, capace solo di adattarsi e non di risolvere, chiede di essere osservata, compresa, capita.

Raggi Method® e i suoi semplici e rigorosi principi offre la possibilità di “entrare” in punta di piedi nel STP affinché esso stesso, sentendosi compreso, possa “lasciare andare”, abbandonare le difese facendo emergere ciò che lo ha costretto a difendersi.

In ben oltre 20 anni di docenza, ho potuto osservare come tali principi non sono comprensibili da tutti.

Troppo spesso gli studenti universitari vengono “bombardati”, “imbottiti” di informazioni culturali e privati allo stesso tempo della parte esperienziale, del vissuto. Non vivono ciò che apprendono!

Ecco perché la nostra scuola di formazione è ad alto impatto esperienziale, pratico, con riscontri immediati!

Ogni studente è messo nelle condizioni di sperimentare su di se ciò che apprende.

Applico in modo rigoroso questi principi dal 1997 e ancora oggi dico: AFFASCINANTE, STRAORDINARIO!!!

Articolo e testimonianza scritti da R.Bono – D.Raggi